Sharp ferma una fabbrica LCD: possibili effetti temporanei su Mac e iPad
Stop alla produzione: possibili effetti sulla supply chain Apple
Secondo analisti del settore, la chiusura del sito produttivo “K2” di Kameyama (Giappone) potrebbe ridurre per alcuni mesi la disponibilità di pannelli LCD oxide utilizzati in specifici modelli di MacBook e iPad.
Tuttavia, l’impatto dovrebbe essere limitato per due motivi:
- Apple rappresenta solo il 16–17% della capacità produttiva dello stabilimento.
- L’azienda avrebbe circa sei mesi per riorganizzare la supply chain e spostare gli ordini verso altri fornitori.
Perché Sharp ha deciso di fermare lo stabilimento
Lo stabilimento K2 era considerato un punto di riferimento per la produzione di pannelli LCD oxide di nuova generazione, particolarmente adatti ai dispositivi Apple. Negli ultimi anni, però, la concorrenza di produttori cinesi e coreani ha eroso il vantaggio tecnologico di Sharp.
Foxconn aveva inizialmente valutato di mantenere attiva la produzione LCD e di aggiungere linee dedicate ai server AI. Il progetto è stato abbandonato a causa del crollo dei prezzi dei pannelli LCD, che ha reso l’investimento poco sostenibile.
La transizione verso gli OLED riduce il rischio
Nonostante la chiusura possa creare qualche tensione temporanea, l’impatto complessivo dovrebbe essere contenuto grazie alla strategia di Apple, che sta accelerando la migrazione verso i display OLED.
Ecco lo stato della transizione:
- Tutti gli iPhone recenti utilizzano già pannelli OLED.
- Gli ultimi iPad Pro hanno adottato la stessa tecnologia.
- Nei prossimi 12–24 mesi, anche iPad mini, iPad Air, MacBook Pro, MacBook Air e iMac dovrebbero passare agli OLED.
Questa evoluzione riduce progressivamente la dipendenza dai pannelli LCD oxide prodotti da Sharp.
