Apple Music verso le playlist generate dall’AI in iOS 27? Ecco cosa aspettarsi
L’intelligenza artificiale sta entrando in ogni angolo delle app moderne, e il mondo dello streaming musicale non fa eccezione. Le playlist generate dall’AI stanno diventando una tendenza sempre più forte, e tutto lascia pensare che anche Apple possa presto abbracciare questa direzione con i futuri aggiornamenti di iOS 27.
YouTube Music: l’AI che crea playlist da un’idea
YouTube Music ha iniziato a distribuire una nuova funzione basata sull’AI che permette agli abbonati Premium di trasformare un’idea, un mood o un genere in una playlist personalizzata.
- L’opzione si trova nella sezione Libreria dell’app.
- È possibile digitare un genere, un artista, un’emozione o persino una frase.
- L’AI genera una playlist su misura partendo dal prompt dell’utente.
Un approccio immediato e creativo, che sta già attirando molta attenzione.
Spotify: playlist “Prompted” sempre più intelligenti
A gennaio, Spotify ha ampliato i test della funzione Prompted Playlist, che utilizza l’AI per creare playlist basate su richieste testuali molto specifiche.
Gli utenti Premium possono chiedere, ad esempio:
- “Musica dei miei artisti preferiti degli ultimi cinque anni”
- “Brani energici pop e hip-hop per una corsa da 30 minuti, con finale rilassante”
L’AI analizza:
- cronologia degli ascolti
- trend attuali
- classifiche globali
Le playlist si aggiornano automaticamente in base alle abitudini dell’utente e possono essere modificate tramite nuovi prompt. Un’evoluzione più raffinata rispetto alle playlist basate su mood e attività già presenti in passato.
Amazon Music: Maestro, l’AI che usa anche le emoji
Dal 2024 Amazon Music offre Maestro, una funzione che permette di creare playlist tramite prompt testuali o emoji.
L’obiettivo è semplice: dare all’utente la possibilità di generare qualsiasi playlist immaginabile, con un’interazione rapida e intuitiva.
Apple Music: cosa manca e cosa potrebbe arrivare
Apple utilizza già l’AI per generare playlist personalizzate nella sezione Ascolta Ora, ma manca ancora una funzione che permetta di creare playlist tramite prompt testuali, come avviene su Spotify, YouTube Music e Amazon Music.
Secondo indiscrezioni:
- Apple starebbe lavorando a un importante rinnovamento di Apple Music basato sull’AI.
- Con iOS 26 sono arrivate funzioni come AutoMix e la traduzione dei testi, ma nessuna playlist generata tramite prompt.
- iOS 27 dovrebbe integrare più profondamente Apple Intelligence nelle app di sistema, e Apple Music è tra le candidate principali.
Ad oggi, Apple è uno dei pochi servizi di streaming a non offrire playlist generate tramite prompt.
ChatGPT come soluzione temporanea (con limiti)
In attesa di una funzione nativa, è possibile generare playlist Apple Music tramite ChatGPT:
- ChatGPT può cercare brani nel catalogo Apple Music.
- Può creare playlist basate su prompt complessi.
- Tuttavia non ha accesso alla cronologia degli ascolti dell’utente, quindi la personalizzazione è limitata.
- Le playlist vanno aggiunte manualmente all’app.
Una funzione integrata in Apple Music sarebbe molto più potente e immediata.
Approfondimento: perché le playlist generate dall’AI stanno diventando lo standard
Le playlist create tramite prompt non sono solo una moda: rappresentano un cambio di paradigma nel modo in cui scopriamo e consumiamo musica. Ecco perché stanno diventando un elemento chiave per tutti i servizi di streaming.
1. Personalizzazione radicale
Le playlist tradizionali si basano su generi, mood o attività.
Le playlist generate dall’AI, invece, interpretano richieste complesse e sfumate, come:
- “Musica rilassante per lavorare in un giorno di pioggia”
- “Indie pop simile ai miei ascolti del 2022, ma più energico”
Questo livello di precisione crea un’esperienza molto più intima e su misura.
2. Scoperta musicale più ricca
L’AI può:
- analizzare migliaia di brani in pochi secondi
- incrociare gusti personali, trend globali e cataloghi immensi
- proporre artisti emergenti coerenti con i gusti dell’utente
Il risultato è una scoperta musicale più dinamica e meno prevedibile.
3. Interazione naturale
Prompt testuali, emoji, frasi colloquiali: l’utente non deve più “cercare”, ma semplicemente esprimere un’idea.
È un approccio conversazionale che rende la musica più accessibile e immediata.
4. Evoluzione continua
Le playlist generate dall’AI non sono statiche: si aggiornano automaticamente in base agli ascolti, alle preferenze e ai nuovi trend.
È come avere un DJ personale che impara costantemente.
5. Competizione tra piattaforme
Con YouTube Music, Spotify e Amazon Music già attive su questo fronte, Apple rischia di rimanere indietro.
L’arrivo di una funzione simile in Apple Music potrebbe:
- rafforzare l’ecosistema Apple
- aumentare il valore percepito dell’abbonamento
- migliorare la fidelizzazione degli utenti
