Addio Vision Pro: perché il “fallimento” è la mossa più coraggiosa di Apple
Ciao a tutti, amanti della mela morsicata. Qui su Bradipo Rapido non amiamo girarci intorno: la notizia che circola in queste ore è di quelle che fanno tremare i polsi, ma che vanno analizzate con la freddezza di chi Apple la vive e la studia ogni giorno.
Sembra proprio che a Cupertino abbiano deciso di staccare la spina allo sviluppo del Vision Pro. Dopo il refresh con chip M5 dell’ottobre scorso, che onestamente non ha spostato l’ago della bilancia quanto speravamo, il team di sviluppo sarebbe stato ufficialmente riassorbito in altri reparti.
Molti ingegneri sono finiti a potenziare Siri e, visti i passi da gigante richiesti dall’intelligenza artificiale oggi, direi che è una mossa strategica impeccabile.
Il limite non era la potenza
Analizzando l’evoluzione della gamma, appare chiaro un dettaglio fondamentale: il silicio non era il problema. Il passaggio all’M5 ha dimostrato una cosa: i 120Hz e la maggiore autonomia sono passi avanti lodevoli, ma diventano irrilevanti di fronte a un’ergonomia che grava sul collo con 600 grammi di peso e a un prezzo di 3.499 dollari che grava, ancora di più, sulle tasche degli utenti.
Ecco i motivi per cui, secondo la mia analisi, il progetto si è fermato:
- Ergonomia vs Biologia: Anche con il cinturino Dual Knit ridisegnato per distribuire meglio il carico, dopo sessioni prolungate la fatica si fa sentire. Apple non scende a compromessi sulla qualità costruttiva, ma qui la biologia umana ha vinto sulla tecnica.
- Il prezzo del domani: 3.500 dollari restano un investimento enorme per un dispositivo “da divano”. Senza una “killer app” che lo renda indispensabile quanto un iPhone, il grande pubblico è rimasto giustamente a guardare.
- Resi fuori norma: Le indiscrezioni parlano di tassi di reso mai visti per un prodotto moderno della Mela. L’effetto “wow” iniziale, purtroppo, svaniva troppo in fretta una volta terminata la curiosità per la novità spaziale.
Perché sono (comunque) dalla parte di Apple
Potreste pensare che questo sia un flop totale. Io la vedo diversamente: Apple ha avuto il coraggio di sperimentare davanti a tutto il mondo per imparare il massimo.
Non hanno smesso di innovare; hanno semplicemente capito che il futuro non è un casco ingombrante, ma qualcosa di molto più leggero. Il fatto che i talenti del Vision Pro si stiano spostando sugli Smart Glasses (occhiali leggeri, focalizzati su AI e realtà aumentata meno invasiva) è la prova che l’azienda ha capito la lezione: la tecnologia deve essere invisibile e indossabile tutto il giorno.
“Il Vision Pro è stato il nostro Apollo 11: ci ha portato sulla Luna per dimostrare che potevamo farlo, ma ora è tempo di costruire i jet di linea per tutti.”
Cosa aspettarsi ora?
Se possedete un Vision Pro M5, non chiudetelo in un cassetto. Apple continuerà a supportarlo e a venderlo, rendendolo di fatto un pezzo di storia e uno strumento professionale incredibile per il cinema immersivo. Ma il futuro di Apple ora parla la lingua degli occhiali leggeri e di una Siri finalmente “umana” grazie ai geni che hanno lavorato al calcolo spaziale.
In fondo, preferisco un’azienda che sa quando ricalibrare il tiro, piuttosto che una che insiste su una strada che il mercato ha chiaramente bocciato.
E voi cosa ne pensate? Siete tra coloro che avrebbero preferito una versione “Air” più economica o pensate che il futuro sia davvero negli occhiali intelligenti senza display? Fatemi sapere nei commenti se sareste pronti a dare fiducia a un paio di Apple Glasses in stile Ray-Ban!

Lascia un commento