Chrome ci ruba spazio: il file da 4GB che non sapevi di avere (e perché Safari resta il Re)
Ciao a tutti, amanti del mondo Apple e bentornati qui su Bradipo Rapido.
Oggi voglio affrontare con voi un tema che mi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia mentre sorseggiavo il mio primo caffè della mattina. Avete presente quella strana sensazione di vedere lo spazio del vostro MacBook assottigliarsi senza un motivo apparente? Magari avete appena pulito la cartella Download, svuotato il cestino, eppure quegli odiosi GB di “Dati di sistema” sembrano riprodursi per mitosi.
Beh, se usate Google Chrome, ho una notizia che non vi piacerà affatto: Google ha deciso di fare “trasloco” nel vostro SSD senza chiedere il permesso.
Il “Peso” dell’Intelligenza (Artificiale)
La notizia, emersa grazie al ricercatore Alexander Hanff, è di quelle che fanno riflettere sulla gestione della privacy e delle risorse. Chrome sta scaricando silenziosamente un file chiamato weights.bin. Dimensioni? 4 GB.
A cosa serve? Alimenta Gemini Nano, il modello IA locale di Google che gestisce funzioni come “Aiutami a scrivere” o il rilevamento delle truffe. Ora, io sono la prima a dire che l’IA sia il futuro, e vedendo come Apple sta integrando l’intelligenza nei nostri Mac con una discrezione ed un’eleganza uniche ,apprezzo la tecnologia locale. Ma c’è un “ma” grosso come una casa: il consenso.
Perché questo non succederebbe mai con Apple
Lasciatemelo dire con la solita schiettezza: questo è il classico approccio “alla Google”. Scaricano pacchetti pesanti in background, saturano la banda e occupano spazio prezioso sui nostri MacBook (che, come sappiamo, non hanno certo memoria regalata, specialmente sui tagli base).
In anni di utilizzo di Safari e dell’ecosistema Apple, ho sempre apprezzato come Cupertino gestisca le risorse. Se un modello linguistico viene scaricato, fa parte di un aggiornamento di sistema trasparente o di una funzione che tu attivi. Qui invece ci troviamo davanti a un’installazione “fantasma” che appare dalla versione 148.0.7778.97 di Chrome.
Come scovare l’intruso sul tuo Mac
Non fidatevi delle parole, andate a controllare. Io l’ho fatto sul mio MacBook Pro e, indovinate un po’? L’intruso era lì. Ecco i passaggi per verificare se anche voi state ospitando Gemini Nano a vostra insaputa:
- Aprite il Finder e cliccate su Vai nella barra dei menu in alto.
- Tenete premuto il tasto Opzione (⌥) e apparirà magicamente la voce Libreria: cliccateci.
- Seguite questo percorso:
Application Support➝Google➝Chrome➝Default. - Cercate una cartella chiamata “OptGuideOnDeviceModel”.
Se la trovate e dentro c’è un file weights.bin, congratulazioni: Google vi ha sottratto 4 GB di spazio per i suoi esperimenti di IA.
La soluzione definitiva: Riprendiamoci lo spazio
Eliminare il file manualmente non serve a nulla. È come svuotare l’acqua da una barca che ha un buco: al prossimo riavvio, Chrome lo scaricherà di nuovo. Per fermare questo scempio, dobbiamo agire sulle impostazioni del browser (o meglio ancora, fare una scelta più radicale).
La procedura corretta:
- Aprite le Impostazioni di Chrome (i tre puntini in alto a destra).
- Andate nella sezione Sistema nella barra laterale.
- Disattivate la voce “Intelligenza artificiale sul dispositivo”.

Se non vedete questa voce, Google sta testando la vostra pazienza. In quel caso, digitate chrome://flags nella barra degli indirizzi, cercate tutto ciò che riguarda “AI” o “On-device model” e impostate su Disabled. Solo allora cancellate il file dalla cartella Libreria.
Il consiglio del Bradipo: È ora di tornare a Safari?
Parliamoci chiaramente. Usare Chrome su Mac è sempre stato un compromesso: è energivoro, occupa RAM e ora decide pure quanto spazio deve occupare sul disco senza dirlo.
Il mio consiglio da esperta? Tornate a Safari. Con le ultime ottimizzazioni di macOS, Safari non è solo più veloce e integrato con il Portachiavi iCloud, ma è estremamente rispettoso dell’hardware. Apple non scaricherebbe mai 4 GB di dati in background senza una notifica o un senso logico all’interno dell’esperienza utente.
La privacy e il controllo del proprio hardware sono lussi che nel 2026 non possiamo più permetterci di ignorare. Google tratta il nostro Mac come se fosse una sua proprietà; Apple lo tratta come il tempio della nostra produttività.
E voi? Avete controllato la vostra cartella Libreria? Quanti GB vi ha “rubato” Chrome ultimamente? Fatemelo sapere nei commenti, sono curiosa di vedere quanto è diffusa questa pratica!

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