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Apple ha ricevuto l’ordine di cambiare nuovamente l’App Store in Europa

Apple ha tempo fino al 22 giugno per allineare completamente l’App Store al Digital Markets Act (DMA) dell’Unione Europea, pena sanzioni finanziarie ricorrenti, dopo una multa di 500 milioni di euro imposta ad aprile.

La Commissione Europea ha pubblicato ieri la sua sentenza completa di 67 pagine, che delinea le violazioni da parte di Apple delle disposizioni anti-steering del DMA. La Commissione ha concluso che i termini commerciali di Apple continuano a limitare la capacità degli sviluppatori di informare gli utenti su metodi di pagamento alternativi al di fuori dell’App Store e di facilitare le transazioni tramite piattaforme esterne.

La Commissione ha stabilito che le restrizioni rimanenti di Apple violano l’articolo 5(4) del Regolamento (UE) 2022/1925, il quale impone che i gatekeeper designati debbano consentire agli sviluppatori di app di comunicare liberamente con i propri utenti e di offrire sistemi di pagamento concorrenti senza essere soggetti a condizioni inique o commissioni eccessive.

Il Digital Markets Act è entrato in vigore nel novembre 2022 ed è diventato applicabile ai gatekeeper designati nel 2023. Vieta ai proprietari di piattaforme come Apple di utilizzare la propria posizione di mercato per imporre limitazioni anticoncorrenziali sul modo in cui gli sviluppatori operano all’interno o all’esterno dei loro ecosistemi. La legge richiede esplicitamente che i gatekeeper consentano agli sviluppatori di informare gli utenti su offerte più vantaggiose disponibili al di fuori della piattaforma del gatekeeper, di includere collegamenti a metodi di pagamento esterni e di farlo gratuitamente.

Apple aveva precedentemente sostenuto che i suoi nuovi termini commerciali, che consentono agli sviluppatori di aggiungere un collegamento esterno per app per indirizzare gli utenti ai propri siti web, soddisfacevano i requisiti del DMA. Secondo queste regole, gli sviluppatori sono tenuti a seguire un flusso standardizzato progettato da Apple, che include una schermata di avviso interstiziale che appare prima che gli utenti vengano reindirizzati a siti esterni. Inoltre, Apple vieta agli sviluppatori di precompilare dati specifici dell’utente, come le credenziali di accesso o i dettagli dell’acquisto, nell’URL utilizzato per il reindirizzamento.

Nonostante questi cambiamenti, la Commissione ha scoperto che l’implementazione di Apple è significativamente inferiore all’intento della legge e ai requisiti legali. Secondo la sentenza, gli sviluppatori non sono ancora in grado di promuovere sistemi di pagamento alternativi all’interno delle loro app in modo significativo e la struttura imposta da Apple continua a creare attrito e a scoraggiare il reindirizzamento degli utenti. Inoltre, Apple impone ancora una commissione del 27% su qualsiasi acquisto digitale effettuato tramite siti web esterni collegati dall’interno di un’app, che è solo leggermente inferiore alla commissione standard del 30% per gli acquisti in-app e presumibilmente mina il concetto di consentire lo steering gratuito.

La Commissione ha respinto l’interpretazione del DMA da parte di Apple, in cui la società affermava di essere tenuta solo a “consentire” lo steering, non a “facilitarlo”. Nella sua sentenza, la Commissione ha affermato che le barriere tecniche e procedurali di Apple hanno l’effetto di scoraggiare gli sviluppatori dall’indirizzare gli utenti a opzioni di acquisto esterne e quindi violano la legge. Ha aggiunto che Apple “non ha fornito argomentazioni convincenti che mettano in discussione la seria gravità dell’inadempimento”. La sentenza ha anche criticato l’affermazione di Apple secondo cui le sue misure erano progettate per proteggere la sicurezza e la privacy degli utenti.

In una dichiarazione fornita a 9to5Mac a seguito della pubblicazione della sentenza completa, Apple ha dichiarato:

Non c’è nulla nella decisione di 70 pagine pubblicata oggi che giustifichi le azioni mirate della Commissione Europea contro Apple, che minacciano la privacy e la sicurezza dei nostri utenti in Europa e ci costringono a cedere gratuitamente la nostra tecnologia. La loro decisione e la multa senza precedenti sono arrivate dopo che la Commissione ha continuamente spostato i paletti sulla conformità e ha ripetutamente bloccato gli sforzi di Apple durati mesi per implementare una nuova soluzione. La decisione è negativa per l’innovazione, negativa per la concorrenza, negativa per i nostri prodotti e negativa per gli utenti. Mentre presentiamo ricorso, continueremo a dialogare con la Commissione per difendere i nostri clienti europei.

Apple ha tempo fino al 22 giugno per risolvere i problemi o affrontare “penalità periodiche”. Queste multe continue sarebbero determinate in base alla gravità della violazione e al fatturato dell’azienda. Apple deve anche pagare la multa iniziale di 500 milioni di euro entro il 23 luglio o iniziare ad accumulare interessi.

Foto di Mari T.

Mari T.

Redattrice appassionata ed esperta dell’universo Apple, esplora con attenzione l’evoluzione dei dispositivi di uso quotidiano, come iPhone, iPad e Mac. La sua curiosità si estende a tutto l’ecosistema di Cupertino, dagli accessori come Apple Watch e AirPods fino alle nuove frontiere di Apple Vision, garantendo una visione completa su come ogni prodotto si integri perfettamente nella vita reale.

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