xAI di Elon Musk fa causa ad Apple e OpenAI per presunto monopolio sull’intelligenza artificiale
La startup xAI di Elon Musk ha intentato una causa in Texas contro Apple e OpenAI, accusando le due aziende di aver cospirato per mantenere il controllo dominante sul mercato dell’intelligenza artificiale generativa.
📱 Apple e OpenAI sotto accusa
- Musk aveva già minacciato di fare causa a Apple e OpenAI perché le sue app, X e Grok, non comparivano nella sezione “App imperdibili” dell’App Store.
- Secondo la causa, Apple sarebbe stata “colta di sorpresa” dai progressi dell’IA e avrebbe stretto un accordo esclusivo con OpenAI per proteggere il proprio monopolio sugli smartphone.
🤖 Siri e ChatGPT: un’esclusiva che penalizza la concorrenza
- xAI denuncia che Siri può accedere solo a ChatGPT, escludendo altri chatbot come Grok.
- Gli utenti iPhone, pur potendo scaricare altre app di chatbot, non avrebbero accesso allo stesso livello di integrazione, funzionalità e usabilità garantito a ChatGPT.
- Apple starebbe lavorando per integrare anche Gemini di Google, ma al momento l’integrazione è esclusiva di OpenAI.
🚫 App Store: favoritismi e penalizzazioni
- xAI accusa Apple di aver “declassato” le app concorrenti nell’App Store, ritardando gli aggiornamenti e ostacolando la visibilità di X e Grok.
- Il 24 agosto 2025, nessuna delle due app è apparsa nella sezione “App imperdibili”, nonostante i buoni posizionamenti nelle classifiche tematiche.
- Anche altri chatbot concorrenti non sono stati inclusi nella lista.
📊 Dati e mercato: un accesso negato
- xAI lamenta di non poter accedere ai dati degli utenti iPhone per addestrare Grok, a causa della mancata integrazione con Siri.
- Secondo la denuncia, Apple e OpenAI sarebbero responsabili del fatto che xAI non riesce a raggiungere più di una piccola percentuale del mercato dei chatbot generativi.
⚖️ Richieste legali
- xAI chiede al tribunale di porre fine allo “schema anticoncorrenziale” tra Apple e OpenAI.
- La startup di Musk vuole che le due aziende siano obbligate a pagare danni e che venga interrotta la condotta ritenuta illegale.
