iPhone 16 lanciato in Indonesia dopo un investimento multimilionario di Apple
Dopo un investimento significativo da parte di Apple, pari a oltre 300 milioni di dollari, l’Indonesia ha dato il via libera alla commercializzazione della nuova linea iPhone 16. I modelli iPhone 16, iPhone 16 Plus, iPhone 16 Pro, iPhone 16 Pro Max e iPhone 16e saranno disponibili nel paese a partire dall’11 aprile.
Questo annuncio segue il superamento della certificazione indonesiana per le apparecchiature di telecomunicazione, un passaggio cruciale. Precedentemente, la serie iPhone 16 aveva già ottenuto la certificazione TKDN (contenuto di componenti locali) con un punteggio del 40%, superiore al requisito minimo del 35%.
Il divieto di vendita, imposto a ottobre a causa del mancato rispetto dei requisiti di contenuto nazionale, è stato quindi rimosso.
L’investimento di Apple non si limita all’aspetto finanziario. L’azienda si è impegnata a formare talenti locali nel campo della ricerca e sviluppo, consentendo agli indonesiani di creare software e prodotti propri. Questa iniziativa risponde a una delle principali richieste del governo indonesiano, che auspicava la creazione di centri di R&D da parte di Apple.
L’accordo prevede anche la costruzione di uno stabilimento sull’isola di Batam, dedicato alla produzione di AirTag, gli accessori di localizzazione di Apple. Gestito dal fornitore Luxshare Precision Industry, si prevede che questo impianto arriverà a coprire il 20% della produzione globale di AirTag.
Un secondo stabilimento, situato a Bandung, sarà invece dedicato alla produzione di altri accessori. Ulteriori investimenti saranno destinati alle Apple Academy, che offriranno agli studenti indonesiani corsi di formazione su competenze tecnologiche, come la programmazione.
Tuttavia, nonostante questi sforzi significativi, sembra che Apple non abbia intenzione di produrre iPhone in Indonesia a breve termine. Questo la rende l’unico marchio nel paese autorizzato a importare e vendere smartphone senza una produzione locale, a differenza degli altri produttori che devono rispettare le normative TKDN attraverso la produzione locale o lo sviluppo di software.
