Gemini incontra la sicurezza: debutta Private AI Compute
Questa settimana Google ha introdotto Private AI Compute, un nuovo sistema basato sul cloud progettato per offrire funzionalità di intelligenza artificiale tramite i modelli Gemini, garantendo al tempo stesso rigorosi controlli sulla privacy dei dati. L’approccio ricorda da vicino la tecnologia Private Cloud Compute già adottata da Apple.
⚙️ Funzionamento del servizio
Secondo Google, il sistema consente di gestire in modo sicuro nel cloud quei compiti di AI che superano la capacità di elaborazione dell’hardware locale, senza esporre i dati personali né all’azienda né a terze parti.
🔒 Impegno sulla privacy
Google lavora da decenni su tecnologie di protezione della privacy (PETs) per migliorare numerosi casi d’uso legati all’AI. Con Private AI Compute compie un ulteriore passo: un ambiente di elaborazione che unisce la potenza dei modelli Gemini nel cloud con le stesse garanzie di sicurezza e riservatezza tipiche dell’elaborazione in locale. L’azienda sottolinea che la sicurezza e la responsabilità restano al centro della sua strategia.
🖥️ Architettura tecnica
Il sistema si basa su Tensor Processing Units (TPUs) personalizzate, integrate con Titanium Intelligence Enclaves (TIE). Questi enclavi hardware creano uno spazio isolato e protetto in cui i carichi di lavoro AI vengono elaborati senza accesso diretto ai dati grezzi degli utenti. I dispositivi si collegano tramite attestazioni remote e canali crittografati, assicurando che le informazioni restino inaccessibili agli ingegneri o agli amministratori di Google.
📱 Prime applicazioni
Private AI Compute sarà inizialmente disponibile sui nuovi Pixel 10, dove alimenterà esperienze avanzate come:
- Magic Cue, assistente AI capace di fornire suggerimenti contestuali.
- Una versione aggiornata dell’app Recorder, in grado di riassumere trascrizioni in più lingue.
Entrambe le funzioni sfruttano i modelli Gemini più grandi nel cloud, che richiedono risorse di calcolo superiori rispetto agli NPU integrati nei dispositivi.
🔗 Confronto con Apple
La soluzione di Google appare molto simile a quella di Apple, introdotta lo scorso anno. Il sistema di Cupertino supporta le funzioni di Apple Intelligence e utilizza server personalizzati con chip Apple Silicon, operanti come ambienti sigillati e verificabili per l’elaborazione dei compiti di AI.
