L’UE abbandona la Web Tax su Apple e altri colossi digitali
La Commissione Europea sembra aver fatto marcia indietro sull’introduzione di una tassa digitale significativa destinata ai grandi gruppi tecnologici, tra cui Apple.
📜 Un documento preliminare, circolato internamente alla Commissione e ottenuto da Politico, conferma il cambiamento. Il testo esamina le possibili fonti di entrate per il prossimo bilancio settennale dell’Unione Europea, che copre il periodo dal 2028 in poi.
🚫 Da questo elenco è sorprendentemente assente la “digital services tax”, ovvero la tassa sui servizi digitali, ampiamente discussa fino a maggio. Questa tassa era stata ideata per garantire un contributo equo all’economia europea da parte delle grandi imprese del settore digitale.
🍏 Apple, spesso sotto stretta sorveglianza regolamentare in Europa, era tra i principali destinatari di tale proposta. La tassa avrebbe colpito in particolare le aziende digitali che generano ricavi rilevanti dagli utenti europei pur non essendo stabilite fisicamente negli stati membri.
💡 Al posto della tassa digitale, la Commissione propone ora tre nuove imposte:
- Un’accisa a livello UE sui prodotti del tabacco
- Una tassa sui rifiuti elettrici ed elettronici
- Un prelievo aziendale sulle imprese con fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro nell’UE, come Apple
Tutte queste proposte dovranno ottenere l’approvazione unanime dei 27 stati membri.
🤝 Il cambiamento sembra essere legato alle delicate trattative in corso per un nuovo accordo commerciale transatlantico tra l’UE e gli Stati Uniti. Secondo Politico, la decisione di rimuovere la tassa digitale sarebbe un modo per non ostacolare le trattative e ottenere condizioni più favorevoli.
🗓️ La versione finale della proposta di bilancio UE 2028–2035 sarà pubblicata mercoledì 16 luglio. Sebbene per ora la tassa sui servizi digitali sia stata accantonata, i negoziati commerciali con gli Stati Uniti e l’applicazione del DMA continueranno a influenzare il panorama regolatorio per aziende come Apple.
