Spotify introduce lo streaming Lossless per gli abbonati Premium
🎧 Dopo anni di attesa e promesse non mantenute, Spotify ha finalmente iniziato il rilascio globale dello streaming audio in qualità lossless per gli utenti Premium. La funzione, annunciata per la prima volta nel 2021, è ora disponibile in 50 mercati, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Germania e altri paesi europei.
Questa novitĂ rappresenta un passo importante per Spotify, che si allinea finalmente agli standard qualitativi giĂ offerti da concorrenti come Apple Music, Tidal e Qobuz.
🔓 Attivazione semplice e senza costi aggiuntivi
Una delle migliori notizie per gli utenti è che la modalità lossless è inclusa nell’abbonamento Premium esistente, senza alcun sovrapprezzo. In passato si ipotizzava che potesse essere lanciata come un piano separato, ma Spotify ha scelto di seguire l’esempio di Apple e Amazon, che hanno integrato l’audio ad alta fedeltà nei loro servizi standard.
Gli utenti riceveranno una notifica direttamente nell’app quando la funzione sarà disponibile. Per attivarla, basterà accedere alle impostazioni di qualità multimediale e selezionare l’opzione lossless. Durante la riproduzione, comparirà un’icona dedicata nella barra “Now Playing” per indicare che si sta ascoltando in alta qualità .
🎼 Specifiche tecniche e compatibilità hardware
Spotify utilizza il formato FLAC (Free Lossless Audio Codec) con una risoluzione fino a 24-bit/44.1 kHz. Sebbene questa qualitĂ sia superiore rispetto allo streaming compresso tradizionale, resta inferiore rispetto ad altri servizi che offrono fino a 24-bit/192 kHz.
La qualità audio selezionata sarà visibile anche nel Connect Picker, che consente di scegliere dispositivi compatibili per la riproduzione. Al momento del lancio, sono supportati prodotti di marchi come Sony, Bose, Samsung e Sennheiser. L’integrazione con Sonos e Amazon Echo è prevista per il mese successivo.
🗓️ Tempistiche e retroscena
Il rollout sarà graduale e si completerà entro i prossimi due mesi in tutte le regioni supportate. L’introduzione del lossless segna la fine di un lungo percorso: i primi test interni risalgono a circa otto anni fa, quando Spotify iniziò a sperimentare l’audio ad alta fedeltà con un gruppo ristretto di utenti.
Questa evoluzione non solo migliora l’esperienza d’ascolto per gli appassionati di musica, ma rafforza la posizione di Spotify nel mercato dello streaming, dove la qualità audio è diventata un elemento sempre più centrale.
