Apple contesta il finanziamento della maxi causa da 4 miliardi di dollari nel Regno Unito
Apple ha messo in discussione il finanziamento di una causa collettiva da 4 miliardi di dollari (circa 3,7 miliardi di euro) nel Regno Unito, sollevando nuove preoccupazioni sul procedimento legato a iCloud, mentre l’azienda affronta ulteriori indagini antitrust.
La causa su iCloud
L’azione legale è stata avviata dall’associazione dei consumatori Which per conto degli utenti, sostenendo che le pratiche di Apple relative allo storage iCloud vincolino i clienti al servizio e li costringano a pagare di più rispetto a quanto avrebbero speso in condizioni di maggiore concorrenza. Which chiede un risarcimento e un’ingiunzione per impedire ad Apple di continuare con le condotte contestate.
Il periodo di riferimento della class action parte dal 1° ottobre 2015 fino a oggi, includendo quindi sia comportamenti passati che attuali. L’applicazione mira anche a ottenere misure cautelari per fermare eventuali abusi futuri.
I dubbi sul finanziamento
Apple ha dichiarato al Competition Appeal Tribunal che Which non ha fornito sufficienti chiarimenti sul proprio finanziatore terzo, Litigation Capital Management (LCM), che sostiene economicamente l’azione legale. LCM ha recentemente subito un crollo finanziario, perdendo il 99% del valore delle sue azioni rispetto a novembre 2024, scendendo a circa 16 milioni di dollari (circa 15 milioni di euro). Secondo Apple, questo tracollo solleva dubbi sulla capacità di LCM di continuare a sostenere la causa.
La società ha inoltre sottolineato che, qualora fosse autorizzata a presentare un appello in una fase successiva o se Which perdesse il finanziamento, Apple rischierebbe di non riuscire a recuperare le spese legali, poiché LCM potrebbe non essere in grado di coprirle. Apple ha aggiunto che sia l’azienda sia il rappresentante della classe avrebbero dovuto essere informati prima e con maggiore chiarezza sulla situazione di LCM.
Un contesto di pressioni antitrust
La disputa sul finanziamento arriva pochi giorni dopo che il tribunale ha negato ad Apple il permesso di appellarsi in un’altra causa collettiva, avviata dagli sviluppatori. In quel procedimento, Apple è stata ritenuta colpevole di abuso di posizione dominante nella distribuzione delle app su iOS e nella gestione dei pagamenti in-app. La sentenza ha stabilito che la struttura delle commissioni dell’App Store ha portato a prezzi più alti per i consumatori e a una restrizione della concorrenza, lasciando Apple esposta a potenziali danni superiori a 1 miliardo di dollari (circa 930 milioni di euro).
Prossimi sviluppi
Il tribunale non ha ancora fissato una data per la decisione finale: l’attesa resta carica di tensione e incertezza, mentre le udienze proseguono senza sosta, mantenendo alta l’attenzione su un caso che potrebbe segnare un punto di svolta storico.
