Google sorprende: Quick Share dei Pixel 10 ora compatibile con AirDrop
Nella giornata di oggi, Google ha annunciato a sorpresa che la funzione di trasferimento file Quick Share sui nuovi Pixel 10 è ora in grado di dialogare direttamente con AirDrop, permettendo la condivisione nativa di file tra dispositivi Android e Apple.
🤝 Collaborazione mancata
Di solito Apple e Google lavorano insieme per sviluppare funzionalità cross‑platform, ma questa volta Apple non ha avuto alcun ruolo. Google ha realizzato l’interoperabilità Quick Share–AirDrop in autonomia e l’ha resa pubblica senza un annuncio congiunto. In una dichiarazione ufficiale, l’azienda ha spiegato:
“Abbiamo portato a termine questa integrazione con una nostra implementazione, verificata dai nostri team di privacy e sicurezza e sottoposta a test da una società esterna specializzata.”
🔍 La posizione di Apple
Non è chiaro se Apple fosse stata informata in anticipo. L’assenza totale di partecipazione lascia intendere che non fosse interessata a collaborare. Storicamente, Apple non ha mai supportato soluzioni di terze parti per l’interoperabilità tra iPhone e Android, e nel 2023 aveva bloccato il tentativo di Beeper di portare iMessage su Android.
📩 Il precedente di Beeper
Il caso Beeper ricorda da vicino la mossa di Google: l’app aveva decifrato i protocolli di iMessage per consentire agli utenti Android di inviare messaggi “bolla blu” agli iPhone, sfruttando i server Apple. L’azienda di Cupertino riuscì a chiudere rapidamente il servizio.
🏢 Google è un avversario diverso
A differenza di Beeper, Google è un colosso e ora che ha annunciato pubblicamente la compatibilità Quick Share–AirDrop sarà più difficile per Apple opporsi. Inoltre, Apple oggi è sottoposta a pressioni regolatorie più forti rispetto a due anni fa, e potrebbe non voler ostacolare una funzione di condivisione cross‑platform.
⚙️ Tecnologia e sicurezza
Secondo Google, l’interoperabilità tra Quick Share e AirDrop è stata implementata tramite un livello di compatibilità sviluppato in Rust. L’azienda ha dichiarato di aver sottoposto il protocollo a test di sicurezza indipendenti e di averlo validato internamente con i propri team. Apple, per ora, non ha rilasciato commenti.
🌐 Precedenti collaborazioni
Nonostante questa volta Apple sia rimasta fuori dai giochi, le due aziende hanno già lavorato insieme su altre funzioni condivise: dal supporto agli SMS evoluti (RCS), al rilevamento di tracker sconosciuti, fino al trasferimento delle SIM.
