La Corte d’Appello USA apre ad Apple: sì alle commissioni sui link esterni nelle app iOS
La Corte d’Appello degli Stati Uniti ha stabilito che Apple potrà applicare una commissione ragionevole sugli acquisti effettuati tramite link esterni presenti nelle app iOS. La decisione arriva dopo la parziale revisione delle sanzioni imposte in precedenza, quando Apple era stata giudicata colpevole di aver violato volontariamente un’ingiunzione nel contesto della disputa legale con Epic Games.
Obbligo di consentire link esterni: cosa è cambiato da aprile
Dallo scorso aprile, Apple è stata costretta a permettere agli sviluppatori di inserire nelle proprie app collegamenti verso metodi di pagamento esterni all’App Store, senza poter controllare il design di tali link. Servizi come Spotify hanno così potuto promuovere offerte e indirizzare gli utenti ai propri siti web, cosa prima vietata.
Finora Apple non ha potuto applicare alcuna commissione sugli acquisti effettuati tramite questi link, ma la situazione è destinata a cambiare: secondo la Corte d’Appello, l’azienda ha diritto a una tariffa che copra i costi necessari e l’uso della sua proprietà intellettuale.
Nessuna commissione immediata: il caso torna al tribunale distrettuale
Apple non potrà iniziare subito a riscuotere una commissione. La Corte ha rimandato il caso al tribunale distrettuale, che dovrà stabilire quale sia una tariffa “ragionevole”.
Secondo la Corte d’Appello, l’ordine del 30 aprile precedente assomigliava più a una sanzione penale punitiva che a una misura civile. Il divieto totale di commissioni, infatti, impediva ad Apple qualsiasi forma di compenso per gli acquisti digitali effettuati tramite link esterni, anche qualora la commissione fosse stata minima e non proibitiva.
La Corte ha criticato l’approccio del tribunale distrettuale, accusandolo di aver usato “la forza bruta” vietando ogni commissione invece di imporre un limite ragionevole.
Cosa cambia: le nuove regole su commissioni, design e linguaggio dei link
La Corte ha giudicato eccessivamente ampi alcuni aspetti della decisione originale. Ecco le principali modifiche:
✅ Commissioni sui link
Apple potrà applicare una commissione ritenuta ragionevole.
✅ Design dei link
Apple potrà impedire agli sviluppatori di rendere i link esterni più evidenti delle opzioni di acquisto in-app.
Potrà quindi limitare:
- font più grandi
- pulsanti più vistosi
- posizioni più prominenti
- quantità eccessiva di call-to-action
Dovrà però consentire agli sviluppatori di usare almeno gli stessi font, dimensioni e posizionamenti dei pulsanti Apple.
✅ Linguaggio dei link
Apple potrà vietare testi che violano gli standard generali di contenuto, se tali standard esistono.
✅ Restrizioni di accesso ai link
La Corte ha chiarito che Apple non è obbligata a includere nei link esterni gli sviluppatori che partecipano a programmi come VPP o NPP.
Perché è servito l’intervento della Corte
Dopo la prima ingiunzione, Apple aveva introdotto una commissione del 27% per gli acquisti tramite link esterni, sapendo che gli sviluppatori avrebbero dovuto pagare anche i costi dei servizi di pagamento.
Il risultato: quasi nessuno ha aderito, perché il totale superava la commissione del 30% degli acquisti in-app.
La Corte d’Appello ha confermato che esistevano prove chiare di oltraggio civile e ha mantenuto l’ingiunzione, tranne per le modifiche su commissioni e design dei link. Apple, infatti, aveva reso l’uso dei link esterni “il più difficile possibile”, contraddicendo lo spirito dell’ordine originale.
Come sarà calcolata la nuova commissione
La Corte raccomanda che il tribunale distrettuale stabilisca una commissione basata su:
- costi necessari alla gestione dei link esterni
- compenso per l’uso della proprietà intellettuale Apple
Sono esclusi dai costi:
- sicurezza
- privacy
Apple non potrà applicare alcuna commissione finché il tribunale non avrà approvato una tariffa adeguata, ma la Corte invita entrambe le parti a raggiungere una decisione “rapidamente”.

