Senatori USA chiedono la rimozione di X e Grok dagli app store
Tre senatori statunitensi, Ron Wyden, Ben Ray Luján ed Edward Markey, hanno inviato una lettera ai CEO di Apple e Google chiedendo la rimozione immediata delle app X e Grok dai rispettivi store digitali.
Il motivo è grave: la “massiccia generazione di immagini sessualizzate non consensuali di donne e minori” tramite gli strumenti di intelligenza artificiale integrati nella piattaforma.
Questa richiesta arriva in un momento in cui cresce il dibattito globale sulla sicurezza dell’AI e sulla responsabilità delle piattaforme che la distribuiscono.
Grok AI nel mirino: cosa è successo
Negli ultimi giorni sono emerse segnalazioni secondo cui l’AI di Grok sarebbe stata utilizzata per creare immagini inappropriate raffiguranti donne e bambini in abbigliamento intimo o da spiaggia.
In seguito alle polemiche, X ha limitato la generazione di immagini per gli utenti non paganti. Tuttavia, gli strumenti restano disponibili per gli abbonati e nella sezione dedicata dell’app Grok.
Violazioni delle linee guida di Apple e Google
Secondo i senatori, i contenuti generati violano chiaramente le norme degli app store, che vietano:
- contenuti offensivi o inquietanti
- materiale sessuale o pornografico
- immagini che stimolano sensazioni erotiche
Le linee guida di Apple, in particolare, proibiscono qualsiasi contenuto “apertamente sessuale”, incluse immagini generate dall’AI che coinvolgono minori o adulti senza consenso.
I senatori sostengono che ignorare tali violazioni minerebbe la credibilità delle politiche di moderazione degli store e le argomentazioni delle aziende contro le riforme legislative sulla concorrenza.
Implicazioni per Apple, Google e il futuro dell’AI
La vicenda apre un fronte delicato:
- le piattaforme devono garantire sicurezza, soprattutto quando si parla di AI generativa
- gli app store rischiano di perdere credibilità se non intervengono
- la pressione politica aumenta, con possibili ripercussioni normative
La richiesta dei senatori è chiara: rimuovere le app fino a quando le violazioni non saranno risolte.
Scadenza: risposta entro il 23 gennaio
Apple e Google dovranno fornire una risposta formale entro il 23 gennaio, chiarendo se intendono intervenire e in che modo.

