Apple valuta di spostare il nuovo Siri sui server Google: un cambio di rotta storico
Apple starebbe preparando una delle svolte più importanti degli ultimi anni: affidare il suo prossimo chatbot Siri all’infrastruttura cloud di Google. Una decisione che potrebbe ridefinire il futuro dell’intelligenza artificiale su iPhone e l’intero ecosistema Apple.
Perché Apple potrebbe usare i server Google per il nuovo Siri
Apple è in trattativa con Google per eseguire il suo prossimo chatbot Siri su server dotati di TPU (Tensor Processing Units), chip progettati per gestire modelli di intelligenza artificiale avanzati.
Questa scelta segnerebbe un cambio di strategia rispetto all’approccio tradizionale di Apple, basato su elaborazione on‑device e server proprietari Private Cloud Compute.
Siri oggi: cosa cambia con iOS 26.4
Gli aggiornamenti immediati previsti con iOS 26.4 continueranno a utilizzare i server Private Cloud Compute di Apple.
Questi server, basati su chip di fascia alta derivati dai Mac, sono stati presentati nel 2024 come una soluzione cloud progettata per garantire:
- elaborazione temporanea dei dati
- nessuna conservazione delle informazioni
- nessun accesso ai dati da parte di Apple
Questi elementi sono centrali nella strategia di comunicazione legata ad Apple Intelligence.
Il nuovo Siri “avanzato” richiede più potenza: ecco perché serve Google
Il chatbot Siri previsto per la versione successiva del sistema operativo utilizzerà un modello linguistico di nuova generazione sviluppato da Google.
Internamente è indicato come Apple Foundation Models 11 e viene descritto come paragonabile ai modelli Gemini più recenti.
Eseguire un modello così complesso su larga scala potrebbe superare le capacità dell’attuale infrastruttura Apple, rendendo necessario l’accesso alla rete cloud globale di Google e ai suoi chip specializzati.
Privacy: Google non vedrà i dati degli utenti
L’eventuale utilizzo dei server Google non significa che Google potrà accedere ai dati degli utenti.
Apple già oggi utilizza fornitori esterni per parti dell’infrastruttura iCloud, mantenendo però il controllo totale su:
- chiavi di cifratura
- gestione dei dati
- politiche di accesso
In altre parole, l’architettura di sicurezza rimarrebbe la stessa: Google fornirebbe la potenza di calcolo, Apple gestirebbe la privacy.
Cosa significa tutto questo per gli utenti iPhone
Se Apple sceglierà davvero i server Google, potremmo assistere a:
- un Siri molto più potente e conversazionale
- risposte più rapide e naturali
- funzioni AI paragonabili (o superiori) ai principali chatbot sul mercato
- un equilibrio nuovo tra privacy e prestazioni
È una mossa che potrebbe ridefinire il ruolo di Siri e rilanciare Apple nel panorama dell’intelligenza artificiale generativa.
