Apple accusata di aver copiato la tecnologia dell’app Camo: aperta una causa federale negli USA
Apple è finita al centro di una nuova controversia legale: Reincubate, l’azienda londinese che ha sviluppato l’app Camo, ha avviato una causa presso un tribunale federale del New Jersey sostenendo che Apple avrebbe copiato la sua tecnologia per creare Continuity Camera, introdotta con iOS 16 nel 2022.
Cos’è Camo e come funziona Continuity Camera
Camo, lanciata nel 2020, permette di trasformare uno smartphone, iPhone o Android, in una webcam di alta qualità per videochiamate da computer.
La funzione Continuity Camera di Apple offre un servizio simile, ma integrato nativamente nell’ecosistema Apple: consente di usare un iPhone come webcam wireless con un Mac collegato allo stesso account Apple.
Le accuse: “Apple ha copiato le nostre funzioni brevettate”
Secondo Reincubate, Apple avrebbe replicato funzionalità coperte da brevetto presenti in Camo, integrandole direttamente in iOS per spingere gli utenti verso la propria soluzione proprietaria.
La denuncia sostiene che Apple avrebbe:
- incoraggiato Reincubate a sviluppare e ottimizzare Camo per iOS
- richiesto dettagli tecnici, versioni beta e dati di mercato
- utilizzato tali informazioni per sviluppare Continuity Camera
Un comportamento che, secondo l’azienda, rappresenta un chiaro caso di “Sherlocking”, termine che indica quando Apple introduce una funzione che replica un’app di terze parti già esistente.
Le dichiarazioni delle due aziende
Il CEO di Reincubate, Aidan Fitzpatrick, ha affermato che Apple avrebbe creato ostacoli per limitare la concorrenza e violato la proprietà intellettuale dell’azienda.
Apple ha risposto sostenendo che rispetta i diritti di proprietà intellettuale e che le funzioni contestate sarebbero state sviluppate internamente dai propri ingegneri.
Una causa anche in chiave antitrust
Oltre alla presunta violazione di brevetti, la causa include accuse di natura antitrust: Reincubate sostiene che Apple mantenga gli utenti bloccati nel proprio ecosistema, rendendo difficile passare a piattaforme concorrenti.
L’azienda chiede un risarcimento economico (non ancora quantificato) e provvedimenti che impediscano ad Apple di continuare le pratiche contestate.
