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Meta prepara “Name Tag”: il riconoscimento facciale arriva sugli occhiali smart RayBan

Meta sta lavorando a una nuova funzione di riconoscimento facciale per i suoi occhiali smart Ray‑Ban, con un possibile debutto entro il 2026. La funzione, chiamata internamente “Name Tag”, permetterà agli utenti di identificare le persone intorno a loro e ottenere informazioni tramite l’assistente AI integrato.

Un progetto ambizioso (e controverso)

Secondo fonti interne, Mark Zuckerberg considera Name Tag un elemento chiave per distinguere gli occhiali smart di Meta dalla concorrenza e rendere l’assistente AI più utile nella vita quotidiana.

Un documento interno rivela che l’azienda discute del progetto da inizio 2025. L’idea iniziale era di rilasciare la funzione durante una conferenza dedicata alle persone non vedenti, per poi estenderla al pubblico generale. Il documento sottolineava anche che il “momento politico turbolento” negli Stati Uniti avrebbe ridotto la pressione da parte dei gruppi per i diritti civili.

Un cambio di rotta rispetto al passato

Solo cinque anni fa Meta aveva disattivato il riconoscimento facciale su Facebook, dichiarando la necessità di trovare un equilibrio tra innovazione e tutela della privacy.
Non è nemmeno la prima volta che l’azienda valuta l’integrazione del riconoscimento facciale in un prodotto consumer: ostacoli tecnici ed etici avevano già bloccato la funzione nella prima generazione degli occhiali Ray‑Ban, lanciati nel 2021.

Nonostante ciò, gli occhiali hanno avuto successo: EssilorLuxottica ha dichiarato di aver venduto oltre 7 milioni di unità nel 2025.

Chi sarà riconoscibile? Meta ci sta ancora lavorando

Meta sta valutando diverse opzioni:

  • riconoscere persone già presenti nei contatti o nelle piattaforme Meta
  • identificare utenti con profili pubblici, ad esempio su Instagram
  • evitare la possibilità di identificare chiunque si incontri per strada

L’azienda ha dichiarato che sta procedendo con cautela e che non ha ancora preso decisioni definitive sul rilascio della funzione.

Gli occhiali sono già stati usati per identificare sconosciuti

Nel 2024 due studenti di Harvard hanno utilizzato i Ray‑Ban Meta insieme al servizio PimEyes per identificare persone nella metropolitana di Boston. Il video dell’esperimento è diventato virale, sollevando ulteriori dubbi sulla privacy.

Meta ha ricordato che gli occhiali includono un LED bianco che segnala quando la fotocamera è attiva, ma questo non ha placato del tutto le preoccupazioni.

Meta lavora anche a occhiali “super‑sensing”

Oltre a Name Tag, Meta starebbe sviluppando una nuova generazione di occhiali capaci di registrare costantemente ciò che accade durante la giornata grazie a sensori e fotocamere sempre attivi.

La concorrenza si muove: Apple prepara i suoi smart glasses

Secondo indiscrezioni, Apple lancerà entro fine anno i suoi primi occhiali smart, con funzionalità simili ai Ray‑Ban di Meta e agli Android XR di Google, ma con una qualità costruttiva superiore.

Le caratteristiche previste includono:

  • fotocamere e microfoni integrati
  • funzioni AI
  • foto e video
  • traduzioni in tempo reale
  • indicazioni stradali
  • nessuna funzione di realtà aumentata
Foto di Mari T.

Mari T.

Redattrice appassionata ed esperta dell’universo Apple, esplora con attenzione l’evoluzione dei dispositivi di uso quotidiano, come iPhone, iPad e Mac. La sua curiosità si estende a tutto l’ecosistema di Cupertino, dagli accessori come Apple Watch e AirPods fino alle nuove frontiere di Apple Vision, garantendo una visione completa su come ogni prodotto si integri perfettamente nella vita reale.

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