Johny-Srouji

Apple in crisi di leadership: Johny Srouji pronto a lasciare

Il vicepresidente senior delle tecnologie hardware di Apple, Johny Srouji, potrebbe essere il prossimo grande dirigente a lasciare l’azienda, in un momento segnato da un preoccupante esodo di figure di primo piano. Secondo indiscrezioni, Srouji avrebbe confidato al CEO Tim Cook di “stare seriamente considerando di andarsene” e di voler entrare in un’altra compagnia. A lui si deve la rivoluzionaria transizione ai chip Apple Silicon, che ha ridefinito l’identità tecnologica dell’azienda.

Un’ondata di addii

Negli ultimi mesi Apple ha visto partire numerosi dirigenti storici:

  • Alan Dye, designer di lunga data, passato a Meta, che sta conducendo una campagna di assunzioni mirata allo sviluppo di AI e smartglasses.
  • Kate Adams, vicepresidente senior e general counsel, in pensione.
  • Lisa Jackson, vicepresidente per ambiente, politiche e iniziative sociali.
  • John Giannandrea, responsabile dell’intelligenza artificiale.
  • Jeff Williams, Chief Operating Officer, e Luca Maestri, Chief Financial Officer, entrambi ritirati.

A questo si aggiungono le voci su un possibile ritiro dello stesso Tim Cook, che avrebbe intenzione di lasciare la guida già dal prossimo anno. Cook, 65 anni, mostrerebbe anche un tremore alle mani non spiegato, e potrebbe assumere il ruolo di presidente senza abbandonare del tutto l’azienda.

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Un “brain drain” che preoccupa

Molti addii sono legati all’età pensionabile dei dirigenti, ma la somma delle partenze rappresenta, secondo gli analisti, “uno dei momenti più turbolenti della gestione Cook”. Per arginare la fuga di talenti, Apple starebbe offrendo pacchetti retributivi più consistenti e nuove responsabilità.

Il caso più urgente riguarda proprio Johny Srouji: Cook starebbe tentando di trattenerlo con un’offerta economica significativa e la possibilità di diventare Chief Technology Officer, ruolo che lo renderebbe il secondo dirigente più potente dell’azienda. Se Srouji lasciasse, i possibili successori sarebbero Zongjian Chen o Sribalan Santhanam.

Crisi nell’intelligenza artificiale

La situazione è aggravata da un collasso interno nel reparto AI:

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  • L’uscita di Ruoming Pang, capo dei modelli di intelligenza artificiale, insieme a colleghi come Tom Gunter e Frank Chu.
  • La perdita di Robby Walker, responsabile di Siri e della ricerca, e del suo successore Ke Yang, entrambi passati a Meta.
  • Circa una dozzina di ricercatori AI di primo piano hanno lasciato Apple, mentre cresce la preoccupazione per l’uso di tecnologie esterne come Google Gemini.

Il morale del team AI è basso e le defezioni hanno colpito anche il reparto robotica e interfacce utente, con figure come Jian Zhang e Billy Sorrentino.

Hardware e design in difficoltà

Il gruppo di design hardware è stato quasi “spazzato via”: molti hanno seguito l’ex capo design Jony Ive nel suo studio LoveFrom. Tra i nomi di rilievo:

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  • Abidur Chowdhury, designer dell’iPhone Air, passato a una startup AI.
  • Cheng Chen, direttore delle tecnologie display e responsabile delle ottiche del Vision Pro, ora in OpenAI.
  • Tang Tan, dirigente di ingegneria hardware, anch’egli approdato a OpenAI.

Persino Richard Locke, preside di Apple University – il programma interno nato per preservare la cultura aziendale dopo Steve Jobs – ha lasciato l’azienda.

Una sfida per il futuro

La leadership di Apple considera l’esodo un problema serio e ha incaricato le risorse umane di intensificare gli sforzi di reclutamento e fidelizzazione. La mancanza di nuove categorie di prodotto di successo nell’ultimo decennio rende l’azienda più vulnerabile alla concorrenza, soprattutto nel campo dell’AI e dei dispositivi di nuova generazione.

 

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