Apple contrattacca in tribunale: “Nessuna frode su Siri e sul caso Epic Games”
Apple ha formalmente richiesto a un giudice federale di respingere una proposta di class action che accusa l’azienda di aver ingannato gli azionisti. Al centro della disputa legale ci sono due temi caldi: le reali capacità di intelligenza artificiale di Siri (legata al progetto Apple Intelligence) e il rispetto delle sentenze nel lunghissimo scontro con Epic Games.
Le accuse degli investitori
La causa, guidata dal fondo pensione nazionale della Corea del Sud, sostiene che il colosso di Cupertino abbia gonfiato le aspettative degli investitori tra maggio 2024 e maggio 2025. Secondo l’accusa, Apple avrebbe:
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Sopravvalutato Siri: Promesso capacità di intelligenza artificiale avanzate che non sarebbero state pronte nei tempi dichiarati, influenzando artificialmente il valore delle azioni e le previsioni di vendita di iPhone 16.
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Mentito sulla conformità con Epic: Dichiarato di aver rispettato l’ingiunzione del tribunale riguardo ai pagamenti esterni sull’App Store, quando in realtà il sistema implementato (che prevedeva una commissione del 27%) è stato poi aspramente criticato dal tribunale.
La difesa di Apple: “Oscillazioni di mercato, non frode”
Nella memoria difensiva depositata a San Jose, gli avvocati di Apple hanno respinto fermamente ogni accusa. L’azienda sostiene che non vi sia alcuna prova che i dirigenti sapessero, durante il lancio nel giugno 2024, che le funzionalità AI avrebbero subito ritardi.
“Non è un segreto che Apple abbia affrontato sfide e vissuto alti e bassi nel prezzo delle sue azioni nel 2025, come molte grandi aziende”, ha dichiarato Apple nel documento. “Ma l’accusa compie un salto enorme e privo di supporto sostenendo che una frode sui titoli abbia causato cali temporanei di prezzo”.
Per quanto riguarda il caso Epic Games, Apple ha sottolineato di non aver mai garantito che le proprie procedure di conformità sarebbero state “infallibili” o immuni da revisioni giudiziarie.
Il contesto: ritardi e nuove speranze per Siri
Sebbene Apple neghi l’intento fraudolento, è un dato di fatto che lo sviluppo di Apple Intelligence abbia incontrato diversi ostacoli. Solo di recente, nel maggio 2025, Tim Cook ha ammesso che la creazione di una Siri “più personale” stava richiedendo più tempo del previsto.
Attualmente, le voci di corridoio indicano che una svolta significativa arriverà con iOS 26.4 (atteso tra marzo e aprile 2026), che dovrebbe integrare una versione di Siri potenziata da Google Gemini, rendendo l’assistente finalmente capace di competere con i moderni chatbot.
Prezzi e disponibilità (Febbraio 2026)
Nonostante le turbolenze legali, i dispositivi Apple continuano a dominare il mercato italiano. Ecco i prezzi medi attuali per chi volesse approfittare delle ultime offerte:
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iPhone 16 Pro (128GB): disponibile a circa 1.111,00 € presso i principali rivenditori online.
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iPhone 16 (128GB): si trova in offerta intorno ai 719,00 €.
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iPhone 16e (128GB): la porta d’ingresso più economica per Apple Intelligence, attualmente in sconto a 559,00 €.
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iPhone 15 (128GB): ancora molto richiesto, con prezzi che oscillano sui 589,00 €.
Cosa aspettarsi ora?
Il giudice dovrà ora decidere se le prove fornite dagli azionisti sono sufficienti per procedere con il processo o se, come spera Apple, il caso verrà archiviato. Una vittoria per Apple significherebbe un sospiro di sollievo per le casse aziendali, già provate dalle sanzioni europee e dalle spese legali miliardarie degli ultimi anni.
