Addio tastiera e mouse? Il MacBook Ultra introduce il touch (e non solo)
Eccoci di nuovo su Bradipo Rapido. Se pensavate che il MacBook Pro con chip M5, uscito appena un mese fa, fosse il punto d’arrivo, Apple sta per ricordarci che al “meglio” non c’è mai fine.
Le voci si fanno insistenti: Mark Gurman di Bloomberg ha lanciato la bomba su quello che potrebbe chiamarsi MacBook Ultra. Non un semplice aggiornamento, ma un restyling totale previsto per l’inizio del 2027 (sì, la crisi dei chip di memoria morde ancora e ha fatto slittare i piani).
Ecco la mia analisi sulle sei mosse con cui Apple vuole ribaltare (di nuovo) il mondo dei laptop.
1. Il Display OLED: Finalmente i neri sono neri
Dopo iPhone, Apple Watch e iPad Pro, il MacBook è l’ultimo baluardo rimasto ai mini-LED. Il passaggio all’OLED non è solo un vezzo estetico: significa contrasti infiniti e, soprattutto, uno schermo più sottile. Da utente che passa 10 ore al giorno a scrivere, vi dico che l’affaticamento visivo ringrazierà.
2. Touchscreen: Steve, perdonali perché hanno cambiato idea
Ricordate quando Steve Jobs diceva che il touch su un laptop era un errore ergonomico? Beh, i tempi cambiano. Il MacBook Ultra dovrebbe sdoganare il tocco sullo schermo. Penso sia la mossa definitiva per chiudere il cerchio con le app iPad che già girano su Mac. Se sarà comodo o ci farà venire il “braccio da gorilla”, lo scopriremo solo usandolo.
3. Dynamic Island: Addio Notch (o quasi)
L’isola dinamica sbarca sul Mac. Invece di quel “buco” nero statico che abbiamo oggi, avremo un’area interattiva. Immaginate di vedere lì sopra la percentuale di carica degli AirPods o l’avviso della batteria senza distogliere lo sguardo dal lavoro. Un tocco di classe che rende il display davvero edge-to-edge.
4. Chip M6 Pro/Max a 2nm: Potenza pura
Qui entriamo nel territorio del Bradipo analitico. Il passaggio ai 2 nanometri di TSMC è un salto generazionale enorme. Non aspettatevi solo “più velocità”, ma una gestione del calore e un’efficienza energetica mai viste. Sarà una macchina che probabilmente non sentiremo mai scaldare, nemmeno montando video in 8K.
5. Design “Slim”: Speriamo senza sacrifici
Apple vuole un MacBook più sottile. La mia memoria torna subito al 2016, quando per la sottigliezza perdemmo porte fondamentali. Ho notato però un cambio di rotta negli ultimi anni: Apple sembra aver imparato la lezione. Sottile sì, ma spero vivamente che MagSafe, HDMI e slot SD rimangano dove sono.
6. Connettività Cellulare: Libertà totale
Finalmente potremmo vedere uno slot per la SIM (o meglio, una eSIM) integrato. Il modem fatto in casa da Apple (C1X) potrebbe debuttare proprio qui. Poter aprire il Mac in treno o al parco e lavorare senza dipendere dall’hotspot dell’iPhone è un game changer per chi vive in mobilità.
Il punto di vista di Bradipo Rapido
Siamo onesti: chiamarlo “Ultra” servirà ad Apple per giustificare un prezzo ancora più alto. Se il MacBook Pro è già una macchina per pochi, l’Ultra sarà l’ammiraglia per chi non accetta compromessi.
Personalmente, la funzione che attendo di più è la connettività cellulare. Lavorare ovunque senza prosciugare la batteria dell’iPhone è un sogno che inseguo dai tempi del primo PowerBook. Per il touch, invece, resto scettica: pulire le ditate su uno schermo OLED da 3.000 euro non sarà divertente.
Il consiglio del Bradipo
Avete appena preso un MacBook Pro M5? Godetevelo e non guardate indietro. Il MacBook Ultra non arriverà prima di un anno e mezzo/due. Se invece siete ancora fermi a un vecchio modello Intel o ai primi M1, e non avete urgenza assoluta, sappiate che il 2027 sarà l’anno della vera rivoluzione estetica e funzionale.
E voi? Siete pronti a toccare lo schermo del vostro Mac o pensate che le impronte digitali sul display siano il male assoluto? E soprattutto, quanto sareste disposti a pagare per un MacBook “Ultra” con connessione 5G integrata?
Fatemelo sapere nei commenti!

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