Apple fa causa a OPPO e InnoPeak per furto di segreti industriali sull’Apple Watch
Apple ha intentato una causa giovedì scorso contro il suo ex-dipendente Chen Shi, nonché contro le aziende OPPO e InnoPeak Technology, accusandoli di appropriazione indebita di segreti industriali. Secondo Apple, Shi avrebbe “cospirato per rubare segreti industriali relativi all’Apple Watch e divulgarli ai suoi nuovi datori di lavoro, OPPO e InnoPeak”.
📱 Le aziende coinvolte
- OPPO è un’azienda cinese che produce smartphone, tablet, smartwatch e altri dispositivi.
- InnoPeak Technology, con sede in California, si presenta come un centro di ricerca avanzata nel campo delle tecnologie per smartphone.
🕵️♂️ Le accuse di Apple
Apple sostiene che Chen Shi, ex architetto dei sistemi sensoriali per Apple Watch, abbia:
- Organizzato decine di incontri individuali con membri del team tecnico per raccogliere informazioni riservate.
- Scaricato 63 documenti da una cartella protetta su Box pochi giorni prima di lasciare Apple.
- Trasferito i file su una chiavetta USB il giorno prima della sua partenza.
- Mentito ai colleghi dicendo che stava tornando in Cina per prendersi cura dei genitori anziani, nascondendo il suo impiego imminente presso OPPO.
I documenti trafugati includerebbero:
- Tecnologie di rilevamento della salute come fotopletismografia (PPG), elettrocardiogramma (ECG) e metodi proprietari di rilevamento della temperatura.
- Documentazione sull’ingegneria dei chip e roadmap di prodotti futuri.
💬 La risposta di OPPO
Un portavoce di OPPO ha dichiarato:
Siamo a conoscenza della causa intentata da Apple in California e abbiamo esaminato attentamente le accuse. Non abbiamo trovato alcuna prova che colleghi queste accuse alla condotta del dipendente durante il suo impiego presso OPPO. Rispettiamo i segreti industriali di tutte le aziende, inclusa Apple, e collaboreremo attivamente con il processo legale. Siamo fiduciosi che un procedimento giudiziario equo chiarirà i fatti.
⚖️ Il contesto legale
Apple ha citato il Defend Trade Secrets Act del 2016 e la violazione del contratto di riservatezza firmato da Shi. L’azienda ha già affrontato casi simili in passato, tra cui controversie con Masimo e Rivos, e ritiene che lasciare impuniti questi comportamenti metterebbe a rischio il valore dei suoi investimenti in innovazione.
